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L’azienda è situata a due passi dal mare e dalla montagna,
uniche risorse economiche della zona. Il monte Linas è il punto
più alto della zona(1236 m.s.l), racchiuda in brevi spazi aspetti
naturali di incomparabile bellezza ancora oggi incontaminati. Dai graniti
del Linas sgorgano miriadi di cascate fra le quali le più imponenti:
Piscina Irgas;Muru Mannu;Sa Spendula.
Malgrado gli incendi,il Linas custodisce gelosamente alcuni boschi come:Narti,Monti
Mannu,Orrida,Perd’ e Pibera. I picchi impervi di questo massiccio
sono l’habitat naturale di alcuni uccelli predatori quali il Grifone,la
Poiana,il falco e l’Aquila reale.
Le profonde gole montane fanno da dimora a numerosi cinghiali. Le montagne
del Linas propongono,agli appassionati della natura,escursioni a piedi
o a cavallo,con percorsi panoramici che vanno dalla montagna al mare,sempre
gestiti dal nostro agriturismo.
La caccia fotografica,il cicloturismo di montagna,la ricerca di specie
botaniche rare,forniscono altrettante occasioni al visitatore per continuare
l’esplorazione di questo ambiente incontaminato.
Non solo mare!! Le miniere di Montevecchio, Ingurtosu situate nell'entroterra
sono affascinanti per le belle strutture in via di recupero. Vi sono ancora
tutti i macchinari che servivano per tutto il processo di estrazione e
trasformazione dei minerali. Un affascinante viaggio nel passato che costituiva
la principale fonte di guadagno per i cittadini di Arbus e dei paesi vicini.
Oggi Arbus ospita una famosa mostra-scambio di minerali che si tiene nella
stagione estiva. Essendo il sottosuolo ricco di minerali molto vari è
meta di collezionisti che si recano sul posto alla ricerca di qualche
rara particolarità. Se siete veri appassionati di questo genere
di collezione Arbus è una meta obbligata. E potete approffitare
dell'occasione per trascorrervi una calda settimana di mare.
Vi è la possibilità di visite guidate ed escursioni a carattere
archeologico e naturalistico: infatti le miniere si trovano inglobate
in bellissimi boschi di leccio e di querce con macchia mediterranea costituita
da ginestre, cisto, ciclamini, orchidee selvatiche... e tra questi boschi
potrete ammirare il magnifico cervo sardo
Per i più coraggiosi vi è la possibilità di calarsi
all'interno dei pozzi a centinaia di metri sotto terra. Così da
poter vedere dove veniva estratto il minerale e come si svolgeva la dura
vita dei minatori. Naturalmente le visite sono guidate da personale specializzato
ed è necessario prenotare con diversi giorni di anticipo.
Le località minerarie quali Ingurtosu e Montevecchio possono divenire
dei punti di partenza per poi visitare tutto il terrritorio arburese.
Le distanze non sono enormi perciò nel giro di una giornata è
possibile visitare diversi siti. Può anche essere il punto di partenza
per trekking di varie difficoltà. O semplicemente di passeggiate
in bicicletta per potere ammirare le bellezze del posto.
Archeologia
Per la sua felice posizione geografica, il territorio intorno ad Arbus,
è stato luogo, fin da epoche lontane, di diversi insediamenti umani.
Per gli appassionati di archeologia il territorio della XVIII Comunità
Montana è ricco e interessante, essendo stato abitato dall'uomo
sin dal neolitico antico, con insediamenti riconducibili al VI millennio
a.C.. Le più antiche tracce umane sono state rinvenute nella località
"Sa rocca Abruxiada", Arbus e "S. Margherita" e "Margianitta",
Guspini, che hanno restituito numerosi manufatti in ossidiana simili a
quelli del riparo "Su carroppu" di Sirri datati 5548 a. C.
Al IV millennio appartengono una ventina di villaggi all'aperto, 4 ripari
sotto roccia, un complesso funerario a grotticella, 6 siti con menhirs,
un circolo funerario megalitico.
Altri abitati e aree sepolcrali risalgono all'età compresa fra
il III ed il II millennio a. C.
A partire dal 1600- 1440 a. C. si sviluppa l'Età Nuragica: a quest'epoca
appartengono 25 nuraghi arcaici, dei quali alcuni appaiono già
come fortezze articolate (Perdas Albas e Naroci in territorio di Arbus);
monumenti funerari quali Brunku Espis (scavata nel 1927), ad Arbus, Santu
Giuanni (scavata nel 1981) a Gonnosfanadiga, detti "Tombe dei giganti".
Ancora all'Età Nuragica possono essere ricondotti edifici "sacri"
come il tempio a megaron di Spadula (Gonnosfanadiga) ed i templi a pozzo
di Sant'Anastasia (Sardara), Nieddinu (Guspini) ed i tre Matzanni (Vallermosa).
Attraversando le montagne dalle vallate di Montimannu (Villacidro) oppure
passando per il centro abitato di Vallermosa, situato ai margini orientali
del gruppo montuoso del Linas, è possibile raggiungere le tombe
di Matzanni.
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